Modello educativo
Un’idea comune di come si apprende
Crediamo che bambini e ragazzi costruiscano conoscenza attraverso l’esperienza, le relazioni, la ricerca e il confronto. La curiosità mette in moto l’apprendimento: fare domande, formulare ipotesi, sperimentare e creare connessioni permette di comprendere progressivamente il mondo.
Per questo utilizziamo metodologie attive, esperienziali e collaborative, scegliendo approcci e strategie in relazione all’età, agli obiettivi di apprendimento e alle caratteristiche di bambini e ragazzi. La pluralità delle proposte riconosce modi diversi di apprendere e rende l’esperienza scolastica più inclusiva.
Il modello Becoming si sviluppa nel quadro della scuola italiana e delle Indicazioni Nazionali, mettendo in dialogo ricerca pedagogica, conoscenze sullo sviluppo e pratica educativa e didattica. Una cornice comune, che ogni scuola interpreta attraverso la propria storia, il proprio team e il contesto in cui opera.
Un modello che cresce da 0 a 13 anni
La nostra idea di apprendimento rimane riconoscibile lungo tutto il percorso, ma cambia con la crescita. Esplorare, indagare, interpretare e argomentare sono passaggi attraverso cui bambini e ragazzi diventano progressivamente più consapevoli e autonomi.

0–6 | Esplorare ed esprimersi
Nei primi anni bambini e bambine conoscono il mondo attraverso il corpo, i sensi, il gioco e le relazioni, utilizzando molti linguaggi per esplorare, formulare ipotesi ed esprimere il proprio pensiero.
In questi anni i bambini formulano domande ed elaborano teorie, nasce il pensiero scientifico e la capacità di riflettere. Il principale compito degli insegnanti è favorire le ricerche dei bambini, consentendo che trovino risposte alle domande che si pongono sulla vita.
Il Reggio Emilia Approach è per noi un importante riferimento pedagogico: riconosce il bambino come competente e curioso e attribuisce valore ai diversi linguaggi, alle relazioni, all’ambiente, alla progettazione e alla documentazione.
L’approccio Touchpoints di Brazelton sostiene il nostro modo di osservare e comprendere lo sviluppo e i suoi cambiamenti. La metafora delle intelligenze multiple ha contribuito nel tempo a rafforzare l’attenzione ai diversi modi in cui ciascun bambino esprime capacità, interessi e punti di forza.
Italiano e inglese entrano naturalmente nella quotidianità attraverso relazioni, gioco, routine ed esperienze, con modalità diverse nelle singole scuole e, in alcuni casi, attraverso percorsi full English.
6–11 | Dalla curiosità alla conoscenza e multidisciplinarietà
Alla scuola primaria i bambini incontrano per la prima volta le discipline suddivise in materie, che rimandano a conoscenze via via più specifiche e complesse. Il nostro modo di fare scuola valorizza curricula che i docenti costruiscono insieme, con un lavoro interdisciplinare che favorisce l’apprendimento.
I bambini imparano facendo esperienza di compiti concreti, con attività laboratoriali vicine ai problemi che incontrano nella vita. Fare ricerca e renderli protagonisti del problem solving e della riflessione è la nostra via per il successo scolastico.

Inquiry, laboratori, STEAM e progetti interdisciplinari permettono di imparare facendo e pensando, individualmente e insieme agli altri. Le conoscenze vengono riprese e approfondite nel tempo e gli alunni iniziano a riconoscere le strategie che li aiutano a imparare.
Italiano e inglese sono entrambe lingue di apprendimento, con un equilibrio 50/50. L’inglese viene utilizzato per studiare discipline, fare ricerca, collaborare e comunicare ciò che si è imparato.

11–13 | Interpretare, argomentare, diventare autonomi
Alla Scuola Secondaria di primo grado l’indagine diventa più complessa. Gli studenti imparano a selezionare e interpretare informazioni, confrontare fonti e punti di vista, mettere in relazione discipline e utilizzare ciò che sanno per affrontare problemi e sostenere le proprie argomentazioni.
Ricerca, progetti interdisciplinari, debate, public speaking e lavoro collaborativo permettono di esprimere e motivare il proprio pensiero, confrontarsi con gli altri e assumere maggiore responsabilità nel proprio apprendimento.
Si consolida un metodo personale di studio e di lavoro: gli studenti imparano a organizzarsi, riconoscere le strategie più efficaci e utilizzare con crescente autonomia conoscenze e competenze. Li aiutiamo inoltre a riconoscere interessi, attitudini e punti di forza, per orientarsi con maggiore consapevolezza verso il percorso successivo.
Italiano e inglese restano lingue di apprendimento, con un equilibrio 50/50, anche per affrontare contenuti disciplinari sempre più complessi. Il percorso può inoltre aprirsi ad altre lingue e al multilinguismo.
Adulti che osservano, progettano e fanno ricerca
Educatori e insegnanti non si limitano a trasmettere contenuti. Osservano, progettano contesti ed esperienze, formulano proposte, rilanciano domande e aiutano bambini e ragazzi a dare significato a ciò che fanno e imparano.

L’osservazione e la documentazione aiutano gli adulti a rileggere i processi di apprendimento e a progettare i passi successivi. Crescendo, la valutazione considera non solo i risultati, ma anche il punto di partenza, i progressi e il percorso compiuto, aiutando gli studenti a riconoscere punti di forza e difficoltà.
Il confronto tra professionisti, la ricerca e la formazione permanente attraverso Becoming Academy sostengono educatori e insegnanti nell’aggiornare le proprie competenze e migliorare il proprio lavoro.

Ambienti che educano
Gli ambienti sono parte del progetto educativo. Nei primi anni atelier, materiali e linguaggi espressivi ampliano le possibilità di esplorazione e rappresentazione; crescendo, laboratori e ambienti STEAM permettono di sperimentare, progettare e mettere alla prova conoscenze e idee.
L’apprendimento non finisce dentro la scuola. Con l’Outdoor Education, natura e territorio diventano luoghi in cui osservare, fare esperienza, approfondire conoscenze e mettere in relazione discipline diverse.
Apprendere significa anche crescere
Apprendimento, benessere e relazioni sono strettamente connessi. Bambini e ragazzi imparano progressivamente a riconoscere ciò che sentono, stare con gli altri, affrontare conflitti e difficoltà, collaborare e assumersi responsabilità.
Questa attenzione attraversa l’intero percorso e, alla Primaria e alla Secondaria, trova anche una forma strutturata nel Social Emotional Learning (SEL).
Scuola e famiglie hanno ruoli diversi, ma condividono la responsabilità di creare le condizioni perché bambini e ragazzi possano crescere, imparare e stare bene.
Una stessa idea di apprendimento, modi diversi di renderla concreta: perché bambini e ragazzi crescano curiosi, consapevoli e progressivamente autonomi nel pensare, imparare e scegliere.