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Documentario il Sogno di una scuola

Se anche tu sogni per i tuoi figli una scuola che cambia contribuisci a realizzare il documentario che racconta delle esperienze di maestre e maestri che da tempo si sono messi in gioco.

Qui il link per il crowdfunding:

Manca poco! Sostieni il sogno.
Dona al link https://sostieni.link/29153

Approfondisci leggendo l’intervista alle due ricercatrici della Università Bicocca autrici del Manifesto pedagogico Una Scuola, a cui Becoming si ispira.

 

Ci raccontate perché avete deciso di realizzare un documentario chiamato il Sogno di una scuola?

Quando abbiamo immaginato il Sogno di una scuola, per diffonderlo, abbiamo utilizzato i canali che ci sono più consueti: corsi di formazione, seminari, articoli e libri, cose che fanno parte del nostro lavoro. Però a un certo punto abbiamo pensato che per dare una diffusione maggiore alle molte esperienze di scuola positiva, generatrice, accogliente e capace di rispondere alle sfide del presente che erano già oggi presenti in Italia, fosse necessario utilizzare un canale più efficace, capace di restituire la vitalità delle esperienze di alcuni insegnanti coraggiosi, che davvero cambiano la scuola ogni giorno, nel senso che la trasformano da un luogo già immaginato da altri e semplicemente riprodotto, in una modalità contestualizzata, rispondente alle esigenze di chi la abita e per questo sempre nuova. Un documentario ci è sembrata la forma per dare voce e volto a queste esperienze, perché fossero di ispirazione per molti, per tutti.

Cosa farebbe la differenza tra una scuola buona e una mediocre e perché c’è bisogno di sognare la scuola?

La scuola va innanzitutto sognata, immaginata, perché si possa pensare di cambiarla, altrimenti si continua a ripetere, come in un meccanismo inceppato. Forse oggi molte scuole sono inceppate in una ripetizione di modelli che in passato funzionavano, ma che oggi non riescono più a coinvolgere bambini, ragazzi, famiglie, ma soprattutto gli stessi insegnanti, che troppo spesso a scuola sono i primi ad annoiarsi. Quando si sogna non ci si annoia, perché l’energia è dedicata a pensare il nuovo e a capire come realizzarlo. La scuola mediocre, se così vogliamo chiamarla, è quella che continua a riprodurre se stessa, senza mettersi in discussione perché “abbiamo sempre fatto così”.

Come avete scelto i protagonisti del documentario?

Abbiamo scelto insegnanti che ci avevano già messo la faccia, nel senso che avevano realizzato, e saputo comunicare, forme di scuola alternative a quella tradizionale. In alcuni casi amici, in altri casi, maestri e maestre che erano già noti al pubblico perché avevano creato qualcosa di innovativo. La sfida è stata quella di chiedere a ciascuno, nella differenza delle diverse storie, come avevano trasformato i 5 aspetti che noi chiamiamo assi (nel Manifesto una scuola http://unascuola.blogspot.com/p/manifesto-per-una-scuola.html) e che costituiscono la struttura di quell’organismo complesso che è la scuola: le persone coinvolte, gli stili educativi ,i linguaggi delle discipline, i contesti come tempi e spazi, le possibilità come progettazione e valutazione.

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